Gruppo Trekking ECO 88 Firenze
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ALLA BADIA DI MONTE SCALARI

DOMENICA 4 MARZO 2007

PROGRAMMA


PRESENTAZIONE

Sui monti del Chianti situati fra Figline Valdarno e San Polo si trova si trova il monte Scalari (698 m.) circondato da bellissimi pendii coltivati a vite e olivo;non mancano ampie zone boschive e prati. I panorami sono interessanti con vedute sulla valle dell’Arno e sul Pratomagno.Di notevole interesse anche la Badia di monte Scalari (non visitabile).

RITROVO:ore 8,30 davanti al Sach –hall ( già colazionati non ci sono bar nei paraggi)

PARTENZA:ore 8,40

PERCORSO IN AUTO: autostrada A1 Firenze sud ; uscita a Incisa Valdarno. Si prendono le indicazioni per Ponte agli Stolli. Salendo per circa 4 Km , si arriva al bivio per Brollo.

PERCORSO A PIEDI:

Parcheggiamo le auto nei pressi della chiesa di Sant’Andrea a Campiglia(279m). Da qui seguiamo la via asfaltata non molto transitata che ci porta a un trivio.Prendiamo la strada a destra che conduce a San Martino a Torreggi( case Borghetta). Superato l’antico complesso (341m) , la strada sterrata passa attraverso il bosco fin ad arrivare alla segnalazione di un sentiero sulla destra che porta a Pian d’Albero (500m). Dopo un primo tratto in piano si inizia a salire per arrivare al valico sotto al monte Porrina. Si continua prima in piano, poi in discesa e quindi in salita per raggiungere il grande caseggiato di Pian dell’Albero(695m).Siamo sui luoghi della resistenza partigiana. Seguendo il segnavia n°7 si giunge alla malandata Cappella dei Boschi. Si volta a sinistra (segnavia 00) per arrivare all’abbazia del Monte Scalari (dove pensiamo di pranzare).Inizia la discesa fino al Borro Palagina quindi raggiungiamo i pochi ruderi del Castello di Celle . Si prosegue per la fattoria di San Leo (372m). Si entra nella piana coltivata per poi chiudere l’anello a villa Palagina (279).

DIFFICOLTA’ E DURATA:La passeggiata si svolge in un ambiente senza molte difficoltà. La durata è di circa 6 ore escluse le soste.Grado di difficoltà:media.

ATTREZZATURA CONSIGLIATA: Pranzo a sacco,acqua ,scarponi da trekking,indumenti contro eventuale pioggia o freddo,ricambio da lasciare in auto.

N.B. l’organizzazione declina ogni responsabilità per danni a persone o cose al di fuori della copertura assicurativa ARCI (per i soci)

In caso di maltempo al gita non verrà effettuata

Per ulteriori informazioni Nadia 3478828126 o Rosanna 3334500447

UN PO DI STORIA

BADIA DI MONTE SCALARI O MONTE SCALAJO

Il monte Scalari " è una montuosità posta tra il Valdarno superiore e la valle dell'Ema che si stende per le gole del ponte a Rignano, ed è quasi " scala " tra il Valdarno superiore e il Valdamo fiorentino, dal lato del fiume Greve. Sulla sua sommità sorge l'antica Badia, sul confine della comunità di Greve con quella di Figline, mentre a questa spettano le pendici del monte che acquapendono verso levante nel fiume Arno, e nell'altro di Greve è compreso il fianco opposto voltato a maestro e nel quale hanno origine diversi fonti più occidentali dell'Ema ". La Badia venne edificata dai Buondelmonti che ne furono patroni sino al 1137. Occorre quindi parlare della Badia, una delle sette dell'Ordine Vallombrosano. fondato da san Giovanni Gualberto, e, più precisamente, fu la quarta ad essere edificata intorno al 1040, di questo grande fabbricato oggi in corso di completa rovina per l'incuria degli uomini, che è posto al confine dei due comuni mentre la strada di accesso parte dal villaggio della Panca (già Pancole) in comune di Greve. Notiamo come per Passignano, maggiore di questa ma in posizione meno bella, e quindi per la Badia di San Michele a Monte Muro o alla Badiaccia, cioè a dire delle tre badie vallombrosane che contornano il nostro Comune, si ebbe un pullulare di vita sociale e religiosa. Ne sono prova i numerosi castelli, le Pievi e quindi le numerose parrocchie e chiese sorte a vasto raggio intorno a queste Badie. La Badia di Monte Scalari venne intitolata a san Cassiano, vescovo di Labiona, che nei tempi antichi era molto venerato in Toscana, visse nel III secolo al tempo di Giuliano l'Apostata. Era un maestro di scuola e fu condannato ad essere ucciso dai suoi scolari con gli stili che questi usavano scrivere sulle tavolette di cera. La festa è il 13 agosto ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Prima della Badia vi aveva sede un oratorio e un piccolo ricovero ad uso dei pellegrini che transitavano sulla vicina via Cassia, e successivamente, per cura e iniziativa dei Buondelmonti, venne trasformato in monastero. Poi fu monastero di chierici secolari, che si addottoravano nel monastero di Passignano, dove aveva sede il " Collegio dei Vallombrosani ". Intorno vi erano foltissime abetine, curate dai monaci, piantate sul monte e sulle pendici dei monti vicini che formavano una aggrovigliata foresta. Lo scosceso monte sul quale sorge la Badia oggi non conserva più queste antiche e folte boscaglie che ne rivestivano il dorso e i fianchi. Queste abetine furono tutte abbattute verso la fine del XVIII secolo dai privati che acquistarono il patrimonio della Badia, alienato dal Gran Duca Leopoldo I a seguito della soppressione del monastero, per sostituirle con colture di cerealiNel gennaio del 1040 i nobili Adimari signori del vicino castello di Cintoia e più precisamente Giovanni e Teodorico, figli di Teodorico e Ranieri, donarono ai monaci vari appezzamenti di terreno, per complessivi tre scaffili, situati nelle vicinanze e fu dopo nuove donazioni e offerte fatte a san Giovanni Gualberto, che vi introdusse la regola dei Vallombrosani, che la Badia, sino allora retta da un preposto, prese un forte avvio, specialmente sotto la direzione dell'energico Abate Eppo o Eppone, suo discepolo. La salma del Beato Eppone è sepolta sotto l'altare maggiore della chiesa di san Cassiano. Le memorie di questo attivo Abate, foggiato sotto la guida di Giovanni Gualberto, hanno inizio nell'anno 1078. Col reddito delle rendite livellarie e di un non piccolo numero di poderi posseduti dalla Badia, col possesso delle serve di quei numerosi boschi e, ancora, di diversi mulini posti nella gola. dell'Arno presso il ponte di Rignano e lungo il torrente Ema, i suoi monaci furono in grado di prestare i loro buoni uffici negli spedali che essi costruirono dopo quello di Monte Scalari lungo le strade più frequentate. I più antichi risultano quelli edificati nel castello di Monte Buoni e sulla strada di Siena. Avevano anche giurisdizione su ponti, e passaggi obbligati di strade, riscuotendo le "ripe" come allora si diceva, o pedaggi come oggi si dice. Con decreto del 13 e 25-1-1776 il Gran Duca soppresse il monastero di Monte Scalari. La famiglia dei monaci e il prezioso e ricchissimo archivio storico, furono uniti al monastero di San Vigilio di Siena, attuale sede della Università degli Studi. I beni del monastero vennero tutti venduti. E così le grandiose selve che erano intorno, notevoli per la loro bellezza, vennero distrutte. Il monastero fu venduto a privati. Tanta fatica di secoli venne distrutta in pochi anni. La chiesa venne eretta in parrocchia nel 1787 mantenendo il titolo di San Cassiano